Bonus elettrico: cos’è e cosa prevede

Uomo che utilizza energia

Sono diversi gli incentivi ed i bonus che il governo prevede per le persone in difficoltà. Tra i più importanti bonus previsti troviamo il bonus elettrico, conosciuto anche con il nome di bonus sociale elettrico.

Il bonus elettrico è uno sconto sulla bolletta introdotto dal Governo e reso operativo dall’autorità con la collaborazione dei Comuni, per assicurare un risparmio sulla spesa per l’energia elettrica alle famiglie in condizione di disagio economico e fisico e alle famiglie numerose.

Il bonus elettrico, dunque, è l’agevolazione che riduce la spesa sostenuta dai clienti domestici per la fornitura di energia elettrica. Esistono due tipologie differenti di bonus elettrico, esso è previsto per:

  • Disagio economico;
  • Disagio sociale.

Il bonus è stato pensato per garantire un risparmio sulla spesa annua per l’energia elettrica a due tipologie di famiglie: quelle in condizione di disagio economico e quelle presso le quali vive un soggetto in gravi condizioni di salute mantenuto in vita da apparecchiature domestiche elettromedicali.

Richiedere il bonus elettrico sociale è facile:

  • Bonus elettrico per disagio economico: La domanda va presentata presso il Comune di residenza o presso un altro ente designato dal Comune (CAF, Comunità montane) utilizzando gli appositi moduli.
  • Bonus elettrico per disagio fisico: La domanda va presentata presso il Comune di residenza del titolare della fornitura elettrica (anche se diverso dal malato) utilizzando gli appositi moduli o presso un altro ente designato dal Comune (CAF, Comunità montane).

 

Adesso andremo ad analizzare le 2 differenti tipologie di bonus elettrico spiegandoti in dettaglio cosa prevede il bonus elettrico, chi ne ha diritto e come esso viene corrisposto.

Bonus elettrico per disagio economico

Lo Stato riconosce tale bonus alle famiglie con:

  • ISEE non superiore a 8.265 euro;
  • Famiglie numerose (con più di 3 figli a carico) con ISEE non superiore a 20.000 euro;
  • A chi riceve il reddito o pensione di cittadinanza (anche con soglia ISEE superiore a 8.265 euro).

Hanno diritto al bonus tutti i clienti domestici intestatari di un contratto di fornitura di energia elettrica appartenenti alle categorie appena descritte.

Ogni nucleo familiare, che abbia i requisiti può richiedere per disagio economico sia il bonus per la fornitura di energia elettrica che per la fornitura gas. Il valore del bonus sociale dipende dal numero di componenti della famiglia anagrafica ed è aggiornato annualmente.

L’importo del bonus viene scontato direttamente sulla bolletta elettrica, suddiviso nelle diverse fatture corrispondenti ai consumi dei 12 mesi successivi alla presentazione della domanda.

Ogni bolletta riporta una parte del bonus proporzionale al periodo cui la bolletta fa riferimento.

Quando il bonus viene concesso, in bolletta viene inserita un’apposita comunicazione.

Il bonus elettrico per disagio economico è riconosciuto per 12 mesi. Al termine di tale periodo, per ottenere un nuovo bonus, il cittadino deve rinnovare la richiesta di ammissione presentando apposita domanda.

Importante sapere che se in casa vive un soggetto in gravi condizioni di salute che possiede i requisiti per il bonus per disagio fisico, la famiglia può richiedere anche questa tipologia di agevolazione.
bonus energia elettrica

Bonus elettrico per disagio fisico

Lo Stato ha previsto il bonus elettrico per gravi condizioni di salute, conosciuto come bonus per disagio fisico. Per i casi in cui una grave malattia costringa all’utilizzo di apparecchiature mediche alimentate con l’energia elettrica (elettromedicali) indispensabili per il mantenimento in vita.

Come già detto in precedenza, il bonus per disagio fisico è cumulabile con quello per disagio economico (sia elettrico che gas) qualora ricorrano i rispettivi requisiti di ammissibilità.

Il bonus elettrico per disagio fisico è riconosciuto per 12 mesi e possono ottenere il bonus elettrico tutti i clienti domestici affetti da grave malattia o i clienti domestici con fornitura elettrica presso i quali viva un soggetto affetto da grave malattia, costretto ad utilizzare apparecchiature elettromedicali necessarie per il mantenimento in vita.

L’elenco delle apparecchiature elettromedicali salvavita che danno diritto al bonus elettrico, sono indicate nel Decreto del Ministero della Salute del 13 gennaio 2011.

Ma il valore del bonus per disagio fisico è uguale per tutti? La risposta è no. Infatti, a norma di legge, sono previsti più livelli. L’assegnazione ad uno dei tre livelli viene calcolata dal sistema informatico che gestisce le agevolazioni sulla base di quanto certificato dalla ASL. Nel caso in cui la ASL non barri le caselle relative ai macchinari usati e alle ore di impiego, il sistema assegna la fascia minima.

L’importo del bonus sociale elettrico viene scontato direttamente sulla bolletta elettrica, non in un’unica soluzione, ma suddiviso nelle diverse bollette corrispondenti ai consumi dei 12 mesi successivi alla presentazione della domanda.

Bonus rifacimento facciata 2020 …la guida completa!

facciata casa moderna

Spesso quando ci troviamo di fronte a dover sostenere delle spese per ristrutturare la nostra abitazione, come ad esempio rifare la facciata, abbiamo diverse perplessità legate all’esborso economico che andremo ad affrontare. Questi lavori richiedono soldi e non sempre chi li sostiene ha modo di ricevere agevolazioni di tipo fiscale. Da qualche mese, però, è possibile usufruire del bonus facciate quando si vanno a fare interventi di manutenzione e ristrutturazione dell’abitazione.

Tutti noi conosciamo la legge di bilancio, cioè la legge attraverso cui si approva il bilancio statale. Essa è prevista dal nostro ordinamento giuridico e si tratta di un documento contabile preventivo con il quale il governo comunica al parlamento le spese pubbliche e le entrate previste. A seguito dell’emanazione della legge di bilancio molto attesi sono sempre gli incentivi previsti per la ristrutturazione edilizia che è possibile richiedere per i lavori svolti. Tra i vari bonus presenti nella legge vogliamo fare maggiore chiarezza sul cosiddetto bonus facciate.
L’agevolazione consiste in una detrazione d’imposta, da ripartire in 10 quote annuali costanti, pari al 90% delle spese sostenute nel 2020 per interventi, compresi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in determinate zone.

Se per un qualsiasi motivo sei interessato a capire come funziona il bonus facciate continua a leggere l’articolo perché di seguito ti parleremo di come funziona il bonus e come richiederlo.

Che cosa prevede il bonus facciata?

Il bonus facciate è un nuovo incentivo che rientra nel quadro delle agevolazioni riconosciute sulle ristrutturazioni edilizie. La detrazione, introdotta in favore degli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna di edifici ubicati in zona A o B, è pari al 90% della spesa sostenuta e non sono previsti limiti all’importo agevolabile.

Questa detrazione è riconosciuta per le spese documentate sostenute nell’anno 2020 e va ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.

Chi può beneficiare del bonus facciate

Possono beneficiare del bonus facciate tutti i contributi residenti e non, anche se titolari di reddito d’impresa, che sostengono le spese per l’esecuzione dei lavori agevolati e che possiedono a qualsiasi titolo l’immobile.

Nello specifico, il bonus facciate 2020 spetta a:

  • persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni;
  • enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
  • società semplici;
  • associazioni tra professionisti;
  • contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali).

La guida dell’Agenzia delle Entrate specifica che il diritto a beneficiare del bonus facciate 2020 riguarda non solo il proprietario dell’immobile, ma anche l’affittuario o il comodatario dello stesso, previa acquisizione del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del locatore.

facciata abitazione vecchia

Quali lavori sono ammessi per richiedere il bonus facciate?

Il bonus facciate 2020 è riconosciuto per le spese relative a lavori finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna di edifici esistenti, parti di essi, o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, compresi quelli strumentali. Non spetta, invece, per gli interventi effettuati durante la fase di costruzione dell’immobile o realizzati mediante demolizione e ricostruzione.

lavori ammessi e gli interventi di recupero o restauro per i quali si potrà fruire della detrazione al 90% sono i seguenti:

  • di sola pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata;
  • su balconi, ornamenti o fregi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura;
  • sulle strutture opache della facciata influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio.

Come richiedere il bonus facciate

Ma come fare per richiedere il bonus facciate 2020?
Per accedere alla detrazione del 90% previsto dalla legge di bilancio bisognerà:

  • indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti ai fini del controllo della detrazione;
  • comunicare preventivamente la data di inizio dei lavori all’ASL mediante raccomandata, quando obbligatoria, secondo le disposizioni in vigore sulla sicurezza dei cantieri. Questo adempimento non è richiesto per gli interventi influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio.

Bisognerà inoltre conservare ed eventualmente esibire su richiesta i seguenti documenti:

  • fatture di spesa;
  • ricevute del bonifico di pagamento;
  • abilitazioni amministrative richieste in base alla tipologia di lavoro effettuato o, se non necessaria, dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che indichi la data di inizio dei lavori e che gli stessi siano agevolabili;
  • copia domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti;
  • ricevute di pagamento dei tributi locali;
  • copia della delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori per i lavori in condominio e ripartizione delle spese;
  • dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori se effettuati da affittuari.

Come usufruire della detrazione fiscale tende da sole

tende-da-sole

Molti di voi saranno a conoscenza della proroga che la legge di stabilità ha previsto per la detrazione fiscale tende da sole e altre agevolazioni. Pensiamo sia opportuno rivolgere uno sguardo alla procedura e alla modalità per poter usufruire di questi ecobonus.

Nella legge di stabilità è stata infatti prorogata la detrazione Irpef (per le persone fisiche) e Ires (per le società) del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti.
La detrazione tende da sole è valida per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016.

L’importanza della notizia ha avuto risonanza in quanto l’ambito applicativo del bonus è stato esteso anche alle spese sostenute dal 1° gennaio 2015 per l’acquisto di schermature solari con posa in opera.
L’agevolazione ha un limite di 60000€ (fino ad una spesa totale di 92307€) detraibile in 10 anni.

Ricapitolando quindi la nuova legge di Stabilità ha prolungato a tutto il 2016 le detrazioni fiscali per il risparmio energetico e prevede l’ecobonus tende da sole del 65% per l’acquisto e alla posa in opera delle schermature solari negli edifici già esistenti, come tende da sole e pergole.

Prima di vedere nel dettaglio la normativa sulla detrazione fiscale tende da sole, vediamo in dettaglio cosa significa schermature solari.

Detrazione tende da sole e schermature solari

Molti di voi avranno dubbi sul significato di questo termine. Vediamo, quindi, cosa sono le ‘schermature solari’?

La legge parla espressamente di schermature solari definendole:

“sistemi che, applicati all’interno di una superficie vetrata trasparente, permettono una modulazione variabile e controllata dei parametri energetici e ottico luminosi in risposta alle sollecitazioni solari.”

Altro chiarimento ci viene dato dall’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. L’agenzia precisa che tali schermature solari vanno poste a protezione di una superficie vetrata, applicate in maniera fissa con l’involucro edilizio e non facilmente montabili e smontabili dall’utente.

Quante tipologie di tende da sole abbiamo?
Le tende da sole possono essere di diverso tipo. Esse infatti possono essere:

  • tende da sole interne;
  • tende da sole esterne o integrate ai vetri;
  • tende da sole mobili;

 

Ai fini della fruizione dell’ecobonus tende da sole, una differenza importante da dover tenere presente è quella tra le schermature esterne, non combinate con le vetrate, e le chiusure esterne oscuranti. Le prime non sono detraibili se poste con orientamento a Nord, per le seconde sono sempre validi gli ecobonus a prescindere dal loro orientamento.

In sostanza possiamo affermare che rientrano nelle schermature solari esterne che possono fruire della detrazione fiscale le seguenti tipologie di tende da sole o schermature solari:

  • tende da sole;
  • cappottine mobili;
  • tende a veranda e a rullo;
  • pergole con schermo in tessuto;
  • skylight esterni;
  • zanzariere;
  • veneziane;
  • tapparelle;
  • persiane;
  • frangisole;

 

tende localeAbbiamo visto quindi le diverse tipologie di tende e schermature ed alcune importanti differenze in merito alle detrazioni fiscali di cui si può usufruire. Adesso però è giunto il momento di scoprire quali soggetti possono usufruire della detrazione fiscale tende da sole.

Chi può usufruire della detrazione fiscale tende da sole?

È importante ora capire quali soggetti possono usufruire della detrazione fiscale tende da sole. Di seguito vi forniamo la lista dei soggetti, ovvero di tutti i contribuenti che, a vario titolo, possiedono l’immobile su cui si va a intervenire:

  • Le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni;
  • i titolari di diritto reale sull’immobile;
  • i condomini, per gli interventi sulle parti comuni condominiale;
  • gli inquilini che hanno l’immobile in comodato;
  • i familiari conviventi con il possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento che sostengono le spese per la realizzazione dei lavori;
  • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali);
  • le associazioni tra professionisti;
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;

 

Documentazione necessaria per richiedere la detrazione tende da sole

Soffermiamoci ora sugli aspetti prettamente fiscali che ci permettono di usufruire dell’ecobonus tende da sole.
Cominciamo col dire che l’agevolazione consiste nella possibilità di detrarre dall’Irpef dovuta una quota pari al 65% delle spese sostenute per l’installazione e la messa in opera delle schermature solari, per un importo massimo come detto in apertura di 60000€.

Quali passaggi dobbiamo compiere per usufruire della detrazione?
Per poter godere della detrazione occorre chiedere al rivenditore-installatore:

  • una tenda e/o schermature solare conforme CE;
  • la fattura con l’indicazione del nome del prodotto;
  • la dichiarazione che lo stesso sia conforme alla normativa prevista;
  • l’unità di misura e i metri quadri della schermatura;
  • il fattore solare;

 

L’acquisto deve essere fatto, come altre tipologie di interventi ammessi alla detrazione fiscale tende da sole al 65%, tramite bonifico bancario e/o postale.

Più in dettaglio, tale bonifico dovrà riportare le indicazioni seguenti:

  • essere eseguito da chi chiede la detrazione tende da sole;
  • contenere il suo codice fiscale;
  • riportare il riferimento della fattura che si sta saldando;
  • riportare l’indirizzo dell’unità immobiliare;
  • specificare nella causale il riferimento normativo esatto, ovvero: “L. 296/06 e seguenti”;

 

Tutti i documenti vanno conservati ed esibiti, al momento della denuncia dei redditi, al proprio commercialista o CAF.

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, per completare la procedura di fruizione del bonus al 65%, occorre collegarsi sul sito di Enea ed inviare on-line una serie di dati relativi alla tipologia di schermature installata.
Nello specifico, i dati da inviare riguarderanno:

  • tipo di schermatura solare (interna, esterna, integrata);
  • superficie della stessa espressa in metri quadri;
  • la superficie finestrata protetta in mq;
  • il materiale della schermatura (tessuto, legno, metallo, pvc e altro);
  • la classe della schermatura;
  • il valore G tot che può essere, ricordiamolo, compreso tra 0 (come per le zanzariere) e 4;

 

tende-da-sole-esterne-giardinoInfine, nella legge non è previsto alcun tipo di certificazione energetica per la schermatura solare. In altre parole, sul decreto non vi sono posti limiti prestazionali né limiti di prestazione riguardanti il fattore solare.

Un’altra cosa molto importante è che a detrazione fiscale tende da sole è applicabile solo per impianti di schermature con marchio CE.
Tale marchiatura CE viene riportata direttamente sul sistema di schermatura dal produttore dello stesso per questo motivo noi di CostOk vi consigliamo di fare molta attenzione alla tenda da sole che andrete ad acquistare.

Il vantaggio di installare una tenda da sole o altri tipi di schermatura è evidente a questo punto: esse oltre a ridurre l’irraggiamento solare ed a permetterci un’estate meno calda in casa ed un inverno più protetto, ci garantiscono un vantaggio economico notevole: la riduzione non soltanto delle spese energetiche, ma anche detrazioni vantaggiose che ci offrono la possibilità di ridurre le tasse dovute allo Stato.

Se vuoi installare una tipologia di schermatura solare, richiedi un preventivo gratuito per installazione tende da sole sul nostro portale. Entrerai subito in contatto con un’azienda o un professionista della tua zona e potrai usufruire anche tu delle detrazioni 2016. Non perdere altro tempo!

© immagini:
pixabay.com
graphicstock.com
google.it

Permesso di costruire in sanatoria: come riceverlo?

lavoratore edile

Vuoi sapere come ricevere il permesso di costruire in sanatoria nel caso in cui i lavori di una nuova cstruzione o di un edificio esistente vengano bloccati? Leggi il nostro articolo, noi di CostOk ti faremo chiarezza sui punti cruciali della questione e ti illustreremo le modalità per ricevere il permesso di costruire in sanatoria (o condono edilizio) per far procedere nuovamente i lavori.

Per condono edilizio s’intende un provvedimento di carattere straordinario che ha il fine di sanare gli abusi edilizi sostanziali, ovvero le opere edilizie realizzate in contrasto con la legge o con quanto prescritto nel piano urbanistico comunale.
Esso risana anche abusi considerati temporali e gli effetti penali-amministrativi del reato di abuso edilizio: a seguito del versamento del contributo concessorio e di una penale

Il condono edilizio in Italia è stato introdotto dal testo di legge 47/1985 (e negli ultimi trent’anni in Italia vi sono stati tre condoni di questo tipo).
Nell’articolo 36 del testo troviamo le condizioni necessarie per ricevere il permesso di costruire in sanatoria (o condono), che sono le seguenti:

  • Il permesso di costruire in sanatoria è possibile ottenerlo in seguito alla sanatoria edilizia in caso di abuso formale;
  • Se sono state rispettate le norme della disciplina edilizia ed urbanistica in vigore, sia all’epoca della realizzazione che successivamente, il permesso di costruire in sanatoria anche se non è stato chiesto preventivamente, lo si potrà ottenere legalmente. Parliamo in questo caso di doppia conformità;

costruzione edilizia

Come ottenere il permesso di costruire in sanatoria

Per ottenere tale permesso a costruire in sanatoria si presuppone come requisito fondamentale da avere quello della doppia conformità (come sopra spiegato).
Il permesso di costruire in sanatoria sarà concesso se nel nuovo Piano Regolatore comunale sono previsti aumenti volumetrici anche all’interno del nuovo Piano.

La regolamentazione di interventi non autorizzati è prevista come anticipato dal pagamento di una sanzione pecuniaria che corrisponde al doppio dell’importo previsto dal contributo di costruzione comunale. Un provvedimento questo per scoraggiare ad eseguire interventi edilizi in maniera irregolare.

Permesso di costruire in sanatoria: il procedimento

La richiesta per la sanatoria non garantisce come è ovvio che sia che la si ottenga. Per ottenere la sanatoria edilizia occorrerà soddisfare determinati requisiti, vediamoli insieme nel dettaglio:

    • Presentazione della Domanda: la domanda per ottenere il permesso di costruire in sanatoria va presentata prima che la sanzione diventi definitiva e vengano quindi emesse le sanzioni amministrative per l’abuso edilizio. Sia il proprietario dell’immobile che il soggetto responsabile dell’abuso (ovvero il costruttore o la società edilizia che ha costruito l’immobile) possono presentare questa domanda.
    • Disamina della Domanda: ricevuta la domanda, il Comune provvede ad accertare la conformità della richiesta del permesso di costruire in sanatoria. Durante l’esame della domanda, le eventuali sanzioni sull’abuso edilizio sono sospese per un limite di tempo (60 giorni) per l’esame della domanda.

municipio

  • Passaggio in Commissione Edilizia:
    Il parere della commissione edilizia è facoltativo durante la disamina della domanda di accertamento di conformità. Il Comune ricevuta la domanda di sanatoria dovrà, una volta esaminata la stessa, emanare un provvedimento di reiezione oppure accogliere l’istanza stessa.
    Se l’esito dell’esame è negativo sarà seguito da ulteriori sanzioni, che risultano essere un atto vincolato del Comune una volta accertato che non ci sono le condizioni necessarie per sanare le opere abusive.
  • Parere dell’Amministrazione e Impugnazione del Permesso di Costruire in Sanitoria:
    Se l’amministrazione comunale non comunica il suo parere entro sessanta giorni, il silenzio si equipara ad un provvedimento negativo esplicitamente espresso. I termini di contestazione sono i sessanta giorni successivi, pena la decadenza.
  • Ottenimento del Permesso di Costruire in Sanatoria:
    Il permesso viene rilasciato in seguito al pagamento del contributo di costruzione che estingue anche il reato penale.
    L’importo, come detto, è il doppio della sanzione prevista nell’articolo 16 del Testo unico dell’edilizia o se l’abuso è in parziale difformità con il permesso rilasciato, verrà calcolato discretamente in base alle difformità rispetto al permesso stesso.

Se le opere sono considerate abusive vanno demolite. La demolizione è affidata al Comune, il dirigente amministrativo (o il responsabile) dispone la stessa sentita la giunta comunale. I lavori saranno affidati ad imprese idonee al compito sia dal punto di vista tecnico che economico.

Sei un privato e cerchi un professionista o un’azienda per lo svolgimento di lavori edilizi o per la consulenza su un abuso edilizio? Registrati sul nostro sito e potrai entrare velocemente in contatto con i professionisti e le aziende a te più vicine, richiedere preventivi non è mai stato così semplice.

Un esempio? se vivete in Toscana e intendete richiedere un preventivo gratuito in provincia di Arezzo basterà che vi registriate al nostro sito, seguiate la procedura e in pochi passaggi potrete richiedere una serie di preventivi gratuiti alle aziende e ai professionisti presenti sul nostro portale.

Come accedere la bonus gas 2017

bonus-gas-2017

Nell’articolo che di seguito andiamo a proporre parleremo di un argomento che molto spesso non viene menzionato dalle tv e dai giornale. Ci preoccuperemo infatti di parlere del bonus gas.

Come ben sapete noi di Costok cerchiamo di fornire attraverso il nostro magazine tutte le informazioni possibili per tenervi aggiornati sulle novità e sulle normative.
Il Bonus Gas 2017 è uno sconto, o per meglio definirlo una riduzione sulla bolletta, riservata alle famiglie a basso reddito e numerose (bonus sociale gas)
Esso è valido esclusivamente per il gas naturale distribuito a rete e quindi non per il gas in bombola o per il GPL.
Il bonus gas insieme a quello della Luce ed energia Elettrica è stato introdotto dal Governo con e reso operativo dall’Autorità per l’energia, con la collaborazione dei Comuni.

denaro

Bonus gas 2017: i requisiti per poterne usufruire

Il Bonus Gas e il Bonus Energia Elettrica 2017, come già anticipato sono due agevolazioni istituite dal Governo per venire incontro alle famiglie più bisognose.
Questo significa che i cittadini aventi diritto a ricevere il bonus ottengono una riduzione, uno sconto direttamente sulle bollette del gas o della luce.
Il suddetto bonus, è riservato però esclusivamente alle famiglie a basso reddito e numerose e vale esclusivamente per il gas metano distribuito a rete e non quindi, per il gas in bombola o per il GPL, per i consumi nell’abitazione di residenza.

Per quanto riguarda i requisiti per accedere al bonus gas, ovvero quei requisiti richiesti a norma di legge , che i cittadini devono possedere per fruire dell’agevolazione sono i seguenti:

  • Essere un Cliente domestico titolare di una utenza Gas naturale con un contratto di fornitura diretto o con un impianto condominiale;
  • Avere un ISEE 2017 non superiore a 7.500 euro e non superiore a 20.000 euro per le famiglie numerose (con più di 3 figli a carico);

 

Dove fare la richiesta del bonus gas?

Per richiedere il Bonus Gas 2017, i cittadini devono rivolgersi presso il Comune di residenza o Caf con l’attestazione ISEE e l’apposita modulistica da compilare per la domanda.
Quindi, tutti i clienti domestici titolari di un contratto di fornitura Gas residenziale, possono presentare la domanda di Bonus Gas mediante la compilazione degli appositi moduli da consegnare al proprio Comune di residenza o presso i Centri di Assistenza Fiscale CAF.

I moduli sono reperibili sia presso i Comuni, sia sui siti internet dell’Autorità per l’energia o del Ministero dello Sviluppo Economico o Anci.
I moduli da compilare per richiedere e fare la domanda di Bonus Gas 2017 e ottenere così la riduzione in fattura sono modulo domanda e autocertificazione.
Una volta compilati questi moduli vanno consegnati al CAF per inoltrare la domanda di riduzione della bolletta:

  • Modulo A – disagio economico;
  • Modulo VR – variazione di residenza;
  • Allegato D – deleghe;
  • Allegato CF – composizione nucleo ISEE;
  • Allegato FN – famiglia numerosa da utilizzare per i clienti domestici diretti che richiedono il bonus Gas con riferimento alle famiglie numerose ,le quali possono auto-certificare la condizione di famiglia numerosa compilando il modulo E già predisposto anche per il bonus elettrico, se aventi più di quattro figli a carico dovranno indicare nel modulo E solamente quattro dei loro figli a carico;
  • Modulo G – riemissione bonifico domiciliato per mancata riscossione: I beneficiari di un Bonus Gas, anche attraverso un proprio delegato, possono presentare, presso il proprio Comune di residenza o presso i CAF convenzionati, la domanda per la riemissione di bonifici domiciliati non riscossi, attraverso la compilazione del Modulo G Riemissione bonifico domiciliato che permette, tra l’altro, di indicare un soggetto delegato alla riscossione diverso da quello indicato nella prima domanda. In caso di richiesta riemissione bonifici non riscossi da parte degli eredi utilizzare il Modulo Gbis – riemissione bonifico domiciliato presentata da eredi.

 

business

Valore reale del bonus

Il valore del bonus Gas varia a seconda di diversi fattori, ad esempio una famiglia di 3 componenti che utilizza il gas per cottura più acqua calda + riscaldamento, otterrà una riduzione in bolletta di:

    • Famiglie fino a 4 componenti
      Acqua calda sanitaria e/o Uso cottura: 33 euro per tutte le zone climatiche.
      Acqua calda sanitaria e/o Uso cottura + Riscaldamento: 80 euro zona climatica A/B, 98 euro C, 130 euro zona D, 162 euro zona E, 205 euro zona climatica F.

 

  • Famiglie oltre a 4 componenti
    Acqua calda sanitaria e/o Uso cottura: 53 euro per tutte le zone climatiche
    Acqua calda sanitaria e/o Uso cottura + Riscaldamento: 111 euro zona A e B, 144 euro zona C, 189 euro zona D, 231 euro zona E, 297 euro zona F.

 

Per i cittadini aventi diritto al Bonus Gas possono verificare la misura del valore dello sconto in bolletta mediante il Calcolo online importo bonus gas per Comune, tipologia di utilizzo del gas e componenti familiari. Il bonus è determinato ogni anno dall’Autorità per consentire un risparmio del 15% circa sulla spesa media annua presunta per la fornitura di gas naturale (al netto delle imposte).
Il valore del bonus si differenzia in base:

  • per tipologia di utilizzo del gas: se solo cottura cibi e acqua calda, solo riscaldamento, oppure, se cottura cibi, acqua calda e riscaldamento;
  • per numero di persone residenti nella stessa abitazione;
  • per Elenco zona climatica di residenza: che tiene conto delle diverse esigenze delle varie località per esempio montagna o mare;

Le zone climatiche in cui sono divisi i Comuni italiani per legge sono 6 e vanno dalla “A” alla “F” a seconda delle temperature medie.
La richiesta di rinnovo del bonus gas deve essere presentata ogni 12 mesi, entro due mesi dalla scadenza, seguendo le stesse modalità di presentazione della precedente domanda.
Nel caso in cui, alla scadenza di un bonus, si debba chiedere il rinnovo con riferimento ad una fornitura diversa da quella per la quale si era ottenuta l’agevolazione sarà necessario fare una “nuova istanza” scegliendo lo specifico modello.
Il mancato riconoscimento del diritto all’erogazione del Bonus Gas può essere contestato dal cittadino presentando un reclamo formale allo Sportello per il consumatore per il mancato ottenimento del Bonus elettrico e/o gas.

© immagini:
pixabay.com
google.it

Come avere le detrazioni per il garage interrato

costruzione-garage-interrato-costok-magazine

Come nostro solito per chi conosce già il nostro magazine, noi di Costok ci occupiamo di portare a conoscenza ed aiutare i nostri lettori su argomenti per lo più legati all’edilizia.

L’argomento di questo approfondimento riguarderà il garage interrato sia da realizzare ex novo sia nel caso in cui siate interessati a conoscere le modalità per usufruire della detrazione 50% per il box auto prevista dalla legge di Stabilità 2016.
Molto spesso, chi acquista una casa isolata e non un appartamento inserito in un condominio oppure anche una villetta a schiera deve considerare alcune necessità, che preventivamente non vengono soddisfatte dall’ impresa edile presso la quale è stata acquistata la casa.

Vi sono anche dei casi in cui per diverse ragioni vi sia l’esigenza di ristrutturare una casa oppure ampliarne semplicemente la metratura.
Nel caso di ristrutturazioni, in base alle necessità del proprietario della casa, vi sono diverse soluzioni che è possibile applicare, sia nel caso vi sia il bisogno di costruire garage che siano essi interrati o fuori terra, sia nel caso in cui vi sia il bisogno di ampliare l’edificio o comunque effettuare delle modifiche.

Costruire un garage interrato conviene?

Prima di costruire un locale interrato è necessario essere a conoscenza delle proprie esigenze: ad esempio, possiamo avere l’esigenza di avere un locale asciutto, oppure di mantenere un determinato tasso di umidità.
In sostanza, prima di avviare la costruzione di un locale interrato è bene essere consapevoli dell’utilizzo che ne andremo a fare. Per esempio, un locale interrato può ospitare:

  • una cantina;
  • un magazzino;
  • un garage;

 

In base alle esigenze che abbiamo, si va a progettare un ambiente che rispetti determinate caratteristiche: se costruissimo una cantina ad uso alimentare, sarebbe necessario realizzare un ambiente che rispetti l’umidità del terreno circostante quindi ubicheremo la cantina a nord dell’edificio.

garage-box-auto

L’umidità, va viceversa assolutamente evitata nel caso in cui il nostro locale interrato sia un garage: in questo caso, è bene evitare la formazione di muffe e cattivi odori. Per farlo occorre impermeabilizzare ed isolare le pareti e la pavimentazione.
L’isolamento e l’impermeabilizzazione sono fondamentali, perché ci consentono di evitare la formazione di muffe, che non sarebbero salutari per le nostre automobili.

Arriviamo però alla domanda cardine di oggi: conviene o meno realizzare un garage interrato?
Noi siamo dell’ipotesi che ci sia una discreta convenienza soprattutto per quanto riguarda i garage interrati prefabbricati.
I benefici di un interrato prefabbricato sono notevoli e per molti aspetti ricordano quelli delle case prefabbricate, ovvero:

  • Prezzo garantito;
  • consegna dell’opera e tempi di montaggio certi;
  • alto isolamento termico;
  • eccellente impermeabilizzazione;
  • esecuzione fuori dalla sede del cantiere;
  • alto standard costruttivo;
  • precisione nelle misure e nella predisposizione degli impianti;

 

Le ditte solitamente di occupano della produzione degli esecutivi di cantiere, della statica, degli scavi e della direzione del progetto.
Gli interrati prefabbricati, grazie al loro buon isolamento, hanno caratteristiche assai diverse rispetto alla media delle cantine realizzate in opera, non distanti da quelle tipiche di un edificio in muratura fuori terra.
La produzione prefabbricata, come per le case in legno, garantisce un alto standard qualitativo, senza l’influenza degli agenti atmosferici (acqua, caldo, freddo, umidità).

È possibile anche realizzare semplicemente la platea, anche se questa soluzione appare meno performante rispetto allo scantinato prefabbricato vero e proprio.
È da verificare con attenzione l’eventualità o meno di dovere ricorrere anche ad una ditta di costruzioni per le eventuali opere non incluse, quali recinzioni o per l’esecuzione degli scavi per l’allacciamento della costruzione alle reti pubbliche.

Come beneficiare della detrazione per l’acquisto garage auto?

L’acquisto di un box o di un posto auto consente la detrazione d’imposta del 36% elevata al 50% sino al 31 dicembre 2016, grazie alla Legge di Stabilità 2016.
Le condizioni necessarie per usufruire del beneficio sono:

  • Il box auto deve essere pertinenza di un edificio abitativo;
  • Deve trattarsi di box costruito da una impresa di costruzione che ne certifica il costo. La detrazione infatti spetta non sul prezzo pagato per l’acquisto, ma sul costo di costruzione dichiarato dal costruttore;
  • Il pagamento deve avvenire attraverso bonifico. Se il rogito di acquisto del box auto è stipulato successivamente al versamento di acconti, la detrazione d’imposta compete in relazione ai pagamenti in acconto effettuati con bonifico, fino a concorrenza del costo di costruzione del box, a condizione che vi sia un compromesso di vendita regolarmente registrato dal quale risulti la sussistenza del vincolo pertinenziale tra l’edificio abitativo ed il box;
  • Se i pagamenti sono stati effettuati con bonifico prima del rogito e senza preliminare registrato la detrazione non spetta perché manca l’effettiva sussistenza del vincolo pertinenziale richiesto dalla norma. Tuttavia se il bonifico è effettuato lo stesso giorno in cui si stipula l’atto, anche ad un orario antecedente, il vincolo di pertinenza si considera soddisfatto;

 

Se la casa ed il box auto siano stati comprati insieme e risultano da un unico atto notarile, è possibile usufruire dell’agevolazione se:

  • l’atto indica il vincolo di pertinenza del box con la casa;
  • le spese per la realizzazione del box siano specificatamente documentate;

 

garage-esterno
Da prestare molta attenzione al fatto che non rientrano nell’ agevolazione gli acquisti di box auto da privati o da imprese che non sia quella che lo ha costruito ma è invece possibile beneficiare della detrazione per la costruzione in proprio del box auto limitatamente alle spese di acquisto dei materiali usati a condizione che il vincolo pertinenziale risulti dalla concessione edilizia.

Oltre quindi a farsi rilasciare dal costruttore la certificazione del costo di acquisto bisogna mettere in atto tutti gli adempimenti propri per beneficiare delle detrazioni sulle ristrutturazioni, quali:

  • Pagamento con bonifico bancario indicando che si vuole beneficiare dell’agevolazione prevista dall’art. 16-bis del TUIR;
  • Codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento;
  • Codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento;
  • Indicazione della dichiarazione dei redditi dei dati identificati dell’immobile;

 

Ultima nota da ricordare è che se più soggetti sostengono la spesa e tutti intendono fruire della detrazione il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale di tutte le persone interessate al beneficio.

Confindiamo che la nostra breve guida sarà utile per la realizzazione o le modifiche al vostro garage. Inoltre la parte sulle detrazioni è molto importante per sfruttare al meglio tutte le possibilità offerte dalla legge finanziaria.

© immagini:
www.google.it – immagini

Regole da rispettare per la ristrutturazione straordinaria

ristrutturazione-straordinaria-magazine-costok

Quante volte vi siete trovati di fronte alla difficile scelta di realizzare una ristrutturazione straordinaria o meno della vostra casa o del vostro edificio di lavoro?
Ebbene, prima di procedere con i lavori ed evitare di prendere decisioni affrettate, conoscere la legislazione in materia può aiutare a risolvere alcuni dubbi e a capire come funziona in Italia la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici.

La manutenzione straordinaria è infatti prevista e definita nel Testo Unico dell’Edilizia al lettera b del comma 3. È importante conoscere gli aspetti relativi alla manutenzione di un edificio in quanto in alcuni casi si può anche beneficiare delle detrazioni fiscali per la ristrutturazione edilizia.

Cos’è la manutenzione straordinaria?

Rientrano come detto tra i lavori di manutenzione straordinaria tutte le opere che servono a modificare (rinnovare o sostituire) delle parti strutturali degli edifici. Come si legge dal TU dell’Edilizia esse riguardano anche i servizi igienico-sanitari e tecnologici.

Si badi che come specificato in questo testo, non sono ammesse o comunque non rientrano tra le opere di ristrutturazione straordinaria quelle che modificano la volumetria dell’edificio o che addirittura implicano il mutamento della destinazione d’uso.

Per questo motivo prima di cominciare dei lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria, potrebbe essere utile rivolgersi a dei professionisti che ci consiglino sul da farsi e che ci mettano in guardia dalle eventuali modifiche (con oneri, ovviamente) volumetriche e strutturali dell’edificio. Inoltre i lavori consentiti e previsti dal TU sono quelli che permettono l’accesso alle detrazioni o agevolazioni di cui prima abbiamo accennato.

scale-interne

Sempre con riferimento ed occhio alle misure nonché alle non modifiche dell’uso dell’edificio, rientrano tra gli interventi permessi anche le opere riguardanti le pertinenze o gli elementi accessori. Parliamo quindi di scale di sicurezza, ascensori etc, sia interne sia esterne, ma quindi a patto che non comportino aumento di volumi.

Negli interventi con bonus e agevolazioni rientrano anche le coperture (coibentature esterne): queste permettono di ottenere bonus se finalizzate al risparmio energetico e se rispettano i canoni imposti dal TU di cui sopra.

Quali sono gli interventi di ristrutturazione straordinaria?

Possiamo distinguere alcuni dei più importanti interventi possibili di ristrutturazione straordinaria in opere esterne e opere interne. Il seguente elenco ovviamente è solo un esempio, non si propone di essere completo ed esaustivo in quanto vi sono anche ulteriori opere realizzabili.

Lavori di ristrutturazione esterni:

  • rifacimento della facciata esterna;
  • sostituzione di serramenti e pertinenze esterne (serrande, persiane o altri infissi);
  • nuove aperture di finestre verso l’esterno;

 

Lavori di ristrutturazione interni:

  • consolidamento di strutture che garantiscono stabilità all’edificio;
  • rifacimento di scale interne;
  • rifacimento di impianti fotovoltaici;
  • frazionamenti o accorpamenti delle unità, facendo attenzione a non modificare l’assetto distributivo del fabbricato (questi possono comportare variazioni di superficie delle singole unità ma non delle volumetria complessiva e della destinazione d’uso originaria);

 

Come detto ovviamente vi sono numerosi altri interventi e questi elencati velocemente servono solo per farvi fare un’idea.

Per rivolgervi a delle imprese o dei professionisti esperti potrete utilizzare il form sul nostro sito per richiedere un preventivo gratuito per ristrutturazione edifici.

lavori-di-muratura-straordinaria
In questi casi sarete indirizzati correttamente sui benefici e sui regimi agevolati a vostro favore. Come ad esempio l’iva agevolata al 10%. Infatti quando si tratta di edifici a destinazione abitativa la legislazione e le manovre di governo come avrete capito vi concederanno alcuni sgravi o sconti per le prestazioni di servizi o per l’acquisto di materiali.

Sarà possibile detrarre anche parte dei compensi ai tecnici, che non rientrano invece nel regime di aliquota agevolata. Insomma fatevi seguire da persone qualificate così da poter sfruttare al meglio le agevolazioni fiscali per la manutenzione straordinaria.

Documenti necessari per gli interventi di manutenzione

Molti si chiederanno, ma perché bisogna pagare i tecnici (ingegneri, architetti, etc)?
Pur senza modificare la volumetria o la destinazione d’uso delle unità immobiliari è necessario la firma di un tecnico abilitato sul progetto. Inoltre per l’inizio dei lavori c’è bisogno della comunicazione. Se si parla di interventi strutturali sarà richiesta la documentazione S.C.I.A.. In alcuni Comuni viene addirittura ancora richiesta la vecchia D.I.A., insomma per tutte queste ragioni dovrete affidarvi a dei professionisti ed evitare di incorrere in problematiche legali che possono portarvi a sostenere numerosi oneri in futuro per riportare le unità in regola.

© immagini:
www.google.it – immagini

Agevolazioni per costruzioni case nuove

costruzioni-case-magazine-costok

C’era molto fermento tra gli addetti ai lavori e non, nell’attesa che il governo varasse la Finanziaria 2017.
Nelle ultime settimane era nell’aria, ma si aspettava la conferma decisiva e così è stato. Il Governo non ha prorogato il Bonus Irpef per il 2017 per le costruzioni case nuove.

Nella Finanziaria 2017 scompare quindi il Bonus 50% per l’acquisto di una casa in Classe A o B.
Scade dunque il 31 dicembre il bonus Irpef che consente di detrarre il 50% dell’Iva dovuta se compri, direttamente dalle imprese di costruzione, un immobile che sia in classe energetica A o B.
Nonostante le molte richieste dei costruttori e le iniziali rassicurazioni del Governo, la misura non è stata confermata nella Legge Finanziaria 2017, che al momento è all’esame della Camera: per recuperarla adesso servirebbe un emendamento.

Secondo i dati dei costruttori la conferma dell’incentivo garantirebbe un saldo positivo di 719 milioni per l’Erario. Secondo l’ANCE, la misura ha portato oltre 720 milioni di minori entrate.
In più, verrebbe a mancare lo stimolo per gli acquirenti e il mercato a preferire case ad alta efficienza.

Bonus 50% acquisto casa in Classe A o B: vediamo cos’è?

L’incentivo è stato introdotto nella Legge di Stabilità 2016 e consiste in una detrazione del 50% sull’Irpef da recuperare in 10 anni.
Il bonus, valido per l’acquisto direttamente dall’impresa, non prevede alcuna distinzioni tra prima e seconda casa.
Alla base del Bonus sta l’idea di indirizzare la domanda verso case nuove e riequilibrare il trattamento fiscale riservato a chi acquista case di ultima generazione rispetto a chi invece si rivolge al mercato dell’usato.
Le caratteristiche costruttive di antisismica ed efficienza energetica delle case nuove sono migliori rispetto a quelle di un’abitazione vecchia, sia pure anche ristrutturata.

L’incentivo punta o a questo punto bisogna dire puntava ad eliminare la disparità di trattamento fiscale che esiste tra chi compra l’usato dal privato, con registro al 2% o al 9% sul valore catastale dell’abitazione, e chi acquista invece il nuovo o riqualificato dall’impresa, pagando l’Iva al 4% o al 10% sull’intero corrispettivo di vendita.

A cosa servirebbe prorogare l’incentivo?

case-nuove

La proroga del suddetto bonus sempre secondo l’ANCE , ovvero l’Associazione Nazionale Costruttori Edili, funzionerebbe da stimolo per l’acquisto di circa 25 mila abitazioni nel 2017.
Sempre secondo le stime dell’ANCE, se il Bonus fosse prorogato:

  • lo Stato perderebbe circa 115 milioni a causa della detrazione Irpef, ipotizzando un valore medio di circa 200mila euro;
  • ne guadagnerebbe 834 dal maggiore gettito di imposte collegato alle attività di costruzione e al valore aggiunto dell’indotto edilizio;
  • un saldo positivo di 719 milioni;



Circa 160 milioni di benefici sarebbero garantiti anche introducendo una misura per la rottamazione dei vecchi fabbricati.

Sismabonus: le importanti novità del 2017

Una delle novità più importante della Manovra 2017 sarà l’introduzione di una detrazione Irpef sulle spese sostenute per l’adeguamento antisismico degli immobili situati in zona ad alta pericolosità sismica.
La percentuale di tale detrazione varierà dal 50 all’85%.
Prima però di addentrarci nel discorso e di parlare delle nuove regole, ci sembra opportuno fare un breve riassunto delle puntate precedenti.
A decorrere dal 2013, gli interventi di adeguamento antisismico sono soggetti ad una detrazione fiscale del 65% applicabile sulle seguenti categorie di edifici:

  • edifici adibiti ad abitazione principale o a attività produttive;
  • edifici ubicati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) individuate dall’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274/2003;


Ad oggi, sono dunque esclusi dall’egevolazione gli immobili situati in zona 3 e 4. La detrazione spetta per gli oneri relativi a lavoro di adeguamento antisismico e la messa in sicurezza statica degli immobili realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente.
A ciò bisogna aggiungere anche tutte le spese ad essi correlate.
La legge di Bilancio 2017 stabilisce che il cosiddetto Sismabonus sarà riconosciuto sulle spese sostenute per l’adeguamento degli immobili situati nelle zone ad alta pericolosità sismica.
L’agevolazione sarà valida per cinque anni, vale a dire dal 2017 al 2021 e sarà valida sia per le abitazioni che per le attività produttive.
In questo caso il limite massimo di spesa detraibile è pari a 96mila euro.
Per quanto riguarda la percentuale, il sismabonus ‘standard’ sarà pari al 50%, ma potrà arrivare come detto fino al 70% per gli interventi che riducono la classe di rischio a quella immediatamente più sicura e all’80% per i lavori che riducono il rischio di due classi.
Nel caso in cui l’intervento di adeguamento antisismico riguardi l’intero condominio la percentuale di detrazione sale al 75 e all’85%, sempre in base all’entità di miglioramento della classe di rischio.

© immagini:
pixabay.com
google.it

Scopri tutto sulla ristrutturazione edilizia 2016

ristrutturazione edilizia

Come già anticipato in un precedente articolo sul nostro magazine, nella legge di stabilità 2016 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale a fine anno, il 30 dicembre, sono state prorogate le agevolazione e gli incentivi fiscali riguardanti la ristrutturazione edilizia 2016. Già nel citato articolo riguardante gli incentivi ristrutturazione 2016 emergevano solo poche novità e si leggeva che sostanzialmente le aliquote e le agevolazioni restavano come tali.

Di fatti come detto nella legge di stabilità le detrazioni fiscali collegate alle spesi per interventi di manutenzione o ristrutturazione edilizia 2016 resterà tale e con le stesse aliquote del 2015.
Ancora una volta tale misura fiscale cercherà infatti di agevolare la ripresa e la crescita del settore edilizio, inoltre premierà chi ammodernerà le proprie costruzioni e scegliere di migliorare l’efficienza energetica delle proprie strutture.

Per favorire, infatti, la crescita dei lavori in edilizia, il governo ha pensato di mantenere o innalzare la percentuale di detrazione fiscale per l’anno 2016. Ordinariamente la detrazione e gli incentivi ristrutturazione edilizia 2016 è del 36% e per il nuovo anno sono confermate diverse maggiorazioni di aliquote.

Ristrutturazione edilizia: nuove misure e novità

Come detto l’aliquota ordinaria del 36% di detrazione è stata innalzata al 50% per le spese sostenute dal giungo 2012 al giugno 2013 e fino a 96000 euro quale importo massimo di spesa ammessa al beneficio, anziché 48000 euro ordinarie. Questo è quanto evince infatti anche dalla legge di stabilità di cui sopra. Essa ha infatti confermato le misure emanate col decreto legge n.83 del 2012 (aumento al 50%). La misura ordinaria del 36% di detrazione Irpef ritornerà, salvo eventuali proroghe, dall’inizio del 2017.

ristrutturazione

Prima di parlare delle novità e di scoprire nuove interessanti indicazioni o modalità per ricevere tali bonus o incentivi relativi alla ristrutturazione edilizia 2016, vi ricordiamo che qui sul nostro portale troverete le aziende e i professionisti più efficienti e affidabili a cui potrete facilmente richiedere un preventivo ristrutturazione. Non perdere tempo e registrati subito sul nostro sito web.

Un esempio? se vi trovate in Lombardia e intendete richiedere un preventivo gratuito in provincia di Brescia basterà che vi registriate al nostro sito, seguiate la procedura e in pochi passaggi potrete richiedere una serie di preventivi gratuiti alle aziende e ai professionisti presenti sul nostro portale.

Quindi quali saranno queste novità o nuove misure? In primis ribadiamo che su tutti gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e quindi ivi compresi i lavori di manutenzione straordinaria e ristrutturazione edilizia 2016, la detrazione fiscale sarà pari al 50% delle spese sostenute e documentate attraverso fattura; mentre sugli interventi relativi al miglioramento energetico dell’edificio o all’adozione di misure antisismiche, la detrazione fiscale è pari al 65% delle spese sostenute e documentate.

Ristrutturazione edilizia 2016: come usufruire delle detrazioni

Scopriamo ora insieme quali sono le condizioni fondamentali per poter usufruire di queste detrazioni fiscali riguardanti la ristrutturazione edilizia 2016:

  • I lavori di manutenzione ordinaria vengono ammessi all’agevolazione se riguardano parti comuni di edifici condominiali. Per quanto riguarda i lavori oggetto dell’intervento edilizio, questi devono essere configurati come manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, recupero del patrimonio edilizio, risanamento conservativo;
  • Le spese vanno sostenute nell’anno 2016 e devono essere tutte documentate da fattura. La fattura deve essere saldata a mezzo bonifico bancario parlante, questo è uno speciale format che prevede l’inserimento del codice fiscale del beneficiario della detrazione, oltra al codice fiscale o partita IVA della ditta che esegue i lavori e come causale che si tratti di lavori di ristrutturazione edilizia.

Ristrutturazione edilizia 2016: e il bonus mobili?

ristrutturazione edilizia 2016

Invece per quanto riguarda il bonus mobili, il limite di spesa è pari a 10.000 euro ed il pagamento può avvenire, oltre che con bonifico bancario parlante, spiegato qualche riga più sopra, anche a mezzo carte di debito o di credito, mentre è escluso l’utilizzo del contante e di assegni.

Nella legge di stabilità troviamo però due novità: è previsto un bonus mobili per giovani coppie e anche la possibilità di cedere la detrazione fiscale al fornitore dei servizi. Il bonus mobili giovani coppie è una detrazione fiscale, pari al 50% delle spese sostenute nell’anno 2016 per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica superiore alla A+. Il limite di spesa per cui poter usufruire della detrazione è fissato a 16000 euro e la detrazione sarà fruibile nella dichiarazione dei redditi in 10 rate annue.

Incentivi ristrutturazione 2016: tutte le novità

ristrutturazione edilizia

Se hai deciso di dare un tocco di nuovo alla tua abitazione o alla tua costruzione, anche quest’anno potrai usufruire degli incentivi ristrutturazione 2016 rinnovati come già anticipato nella legge di stabilità 2016 (n.208 del 28/12/2015).

Prima di scoprire i dettagli che riguardano gli incentivi ristrutturazione 2016, vi ricordiamo che sul nostro magazine potrete trovare brillanti idee su come ristrutturare ed ottenere un preventivo ristrutturazione bagno, ad esempio, proprio sul nostro portale CostOk.

Un esempio? se vivete in Emilia Romagna e intendete richiedere un preventivo gratuito in provincia di Modena basterà che vi registriate al nostro sito, seguiate la procedura e in pochi passaggi potrete richiedere una serie di preventivi gratuiti alle aziende e ai professionisti presenti sul nostro portale.

Incentivi ristrutturazione 2016: nel dettaglio…

Nel dettaglio andiamo a scoprire quali saranno le aliquote 2016 per quel che riguarda gli incentivi ristrutturazione 2016: ad esempio, tra le misure confermate nella Legge di Stabilità si può leggere una proroga per un altro anno sui bonus ristrutturazioni, bonus mobili ed ecobonus con le precedenti aliquote.

Per il 2016 sulle ristrutturazioni edilizie e per quel che riguarda gli acquisti dei mobili o dei grandi elettrodomestici si applicherà ancora la detrazione IRPEF del 50%. Per quanto riguardarà invece gli interventi di efficientamento e riqualificazione energetica, l’aliquota che si applicherà per la detrazione fiscale sarà del 65%.

ristrutturazione

Prima di scoprire le novità e le indicazioni o modalità per ricevere tali bonus, incentivi ristrutturazione 2016, vi ricordiamo che qui sul nostro portale troverete le aziende e i professionisti più efficienti e affidabili a cui potrete facilmente richiedere un preventivo ristrutturazione. Non perdere tempo e registrati subito sul nostro sito web.

Modalità e novità per incentivi ristrutturazione 2016

Per quanto riguarda le modalità per ottenere gli incentivi ristrutturazione 2016, queste restano le stesse: rientrano ancora nell’Ecobonus le spese per antisismica, per la rimozione dell’amianto o per le schermature solari.
Per quanto riguarda le spese per antisismica, la detrazione è pari al 65% delle spese effettuate dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2016 se si tratta di costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità.
Invece per quel che riguarda le ristrutturazioni energetiche resteranno detraibili anche quest’anno le spese per la manutenzione straordinaria, di restauro o risanamento conservativo degli impianti. Stesso vale per i lavori di ristrutturazione edilizia e per l’eliminazione delle barriere architettoniche.
Confermate anche le rate annuali per quanto riguarda i rimborsi: resteranno dieci rate.

lavori di ristrutturazione

Ci sono alcune novità invece: cambiano infatti i soggetti che potranno beneficiare quest’anno degli incentivi ristrutturazione 2016. Quest’anno saranno inclusi anche gli ex IACP e gli enti che si occupano della gestione dell’edilizia residenziale pubblica.
Questa novità è molto importante, questi ultimi infatti potranno accedere agli Ecobonus per aumentare magari le prestazioni energetiche delle case popolari. Si estende anche alle giovani coppie il bonus incentivi ristrutturazione 2016. Quelle che andranno infatti ad acquistare una casa da destinare ad abitazione principale potranno usufruire della detrazione del 50% sulle spese per acquisti di mobili, effettuati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2016 per arredare la stessa casa.

Come già detto vi ricordiamo che sul nostro sito potrete richiedere facilmente dei preventivi per la ristrutturazione. Con il nostro articolo ora saprete anche come fare ad ottenere gli incentivi ristrutturazione 2016.