Pavimenti in graniglia sono tornati di moda

pavimentazione in graniglia

Nel completare la realizzazione della vostra abitazione, la scelta e l’installazione del pavimento è sicuramente una delle fasi più importanti. Il pavimento interno è composto da due strati: il rivestimento e il supporto. Il rivestimento è lo strato che si trova sulla superficie del pavimento mentre il supporto è posto sotto al rivestimento e serve a livellare le pendenze del pavimento. Tra le tante tipologie di pavimenti, quelli in graniglia sono sicuramente di più forte impatto estetico e visivo.
I rivestimenti in graniglia sono tipici di una pavimentazione classica delle vecchie abitazioni. Seppur la graniglia sia perfetta per gli ambienti classici non è detto che non possa adattarsi anche ad ambienti più moderni. La graniglia è composta dal riciclo degli scarti del marmo e delle pietre in cemento ed ecco perché, dopo essere stato posato, viene lucidato. In questo modo si riuscirà ad ottenere la stessa lucentezza di un pavimento in marmo puro.

La graniglia veniva utilizzata anche nell’antica Grecia. Gli abitanti, infatti, recuperavano le pietre dai fiumi e le utilizzavano nelle loro abitazioni. Era un materiale molto apprezzato e lo è stato per tutto il ‘900. Successivamente, l’utilizzo di questo materiale ha avuto una battuta d’arresto perché per le pavimentazioni si è cominciato ad utilizzare il gres porcellanato in quanto era molto economico e resistente. La graniglia oggi è tornata di moda, in particolare per i pavimenti, grazie ai suoi diversi colori e linee geometriche che rendono questo materiale adatto a qualsiasi stile di abitazione. In questo articolo vogliamo darvi notizie sui vantaggi e sui benefici dei pavimenti in graniglia per darvi la possibilità di fare la scelta giusta.

Tipologie di pavimento in graniglia

La graniglia è un materiale tornato di moda nelle abitazioni grazie alla sua capacità di essere facilmente adattabile a diversi stili, riuscendo ad accontentare sia gli amanti dello stile classico che dello stile moderno. A seconda della composizione del materiale vi sono diverse le tipologie di colorazioni e finiture come il rosso, il giallo, il verde ed il nero. Oltre alle tinte unite e ai colori brillanti, le mattonelle in graniglia, sono solitamente caratterizzate da decori.
Le piastrelle in graniglia possono essere:

  • A tinta unita: si tratta di pavimenti monocolore che possono essere disposti in vari modi all’interno dell’abitazione. Ad esempio, a scacchiera oppure alternare uno o più tinte;
  • A decori singoli: i pavimenti hanno un disegno unico su tutta la mattonella;/li>
  • A tappeto: sono posti al centro della pavimentazione e il disegno è posto su quattro mattonelle;/li>
  • A bordure: i pavimenti di questo tipo hanno disegni geometrici e floreali e servono come chiusura centrale della pavimentazione.

Vantaggi dei pavimenti in graniglia

Sicuramente il primo vantaggio dei pavimenti in graniglia è di essere molto versatili. Questi, infatti, sono perfetti sia per chi sceglie uno stile classico ma anche per chi preferisce quello moderno. Infatti, anche se perfetti in ambienti molto classici, ultimamente sono stati rivisti e possono essere integrati perfettamente in ambienti molto moderni.
Un altro vantaggio dei pavimenti in graniglia è la loro durevolezza e resistenza. Per tale motivo, i pavimenti in graniglia sono perfetti anche in ambienti interni, come la cucina, in quanto è una zona molto più esposta ad urti.
Inoltre, pavimenti in graniglia non assorbono liquidi e quindi le macchie sono molto facili da pulire. Per una pulizia corretta è opportuno lavare il pavimento con un panno di microfibra immerso nell’acqua e finire il tutto con un po’ di alcool.

Come integrare i pavimenti in graniglia con lo stile moderno

Per adattare i pavimenti in graniglia con lo stile moderno bisogna metterlo in risalto all’interno dell’abitazione. Meglio scegliere colori freddi piuttosto che quelli accesi poiché il pavimento in graniglia ha già colorazioni molto accese. Bisogna ricreare, dunque, uno stile molto minimal e scegliere tonalità fredde che rendano l’ambiente armonioso e luminoso.
Ad esempio, se si sceglie un pavimento in graniglia è consigliato prediligere mobili moderni con tonalità chiara. In camera da letto, soprattutto, prediligere mobili bianchi e poco lavorati è la scelta migliore. Se avete intenzione di installare i pavimenti in graniglia in cucina sappiate che quest’ultimo si sposa perfettamente con l’acciaio e il legno. Assolutamente banditi colori come il giallo, l’arancio e il rosso. Una zona living con mobili bianchi e un tavolo di legno, ad esempio, trasmetteranno buon umore e si adatteranno perfettamente ai pavimenti in graniglia.

Pavimenti in Kerlite ideali per ambienti moderni

pavimentazione in kerlite

La scelta di un pavimento interno rappresenta una delle fasi più importanti per chi deve ristrutturare casa o comprarne una nuova. Le difficoltà che si incontrano nel decidere quale pavimentazione acquistare sono davvero tante. Innanzitutto, la scelta ricadrà su un pavimento piuttosto che su un altro perché si guarderà al lato estetico ma anche a quello economico. Va precisato che quando si sceglie il pavimento da installare in casa si devono considerare anche altri fattori come, ad esempio, la resistenza all’usura e la facilità di manutenzione. Per una scelta consapevole bisogna tener presente anche dove andranno installati i pavimenti, ad esempio in soggiorno, in cucina o nel bagno. Soprattutto in cucina è consigliabile scegliere una pavimentazione molto resistente agli urti perché i piedi delle sedie e dei tavoli potrebbero rovinare il pavimento oppure in cucina potrebbero formarsi macchie difficili da rimuovere soprattutto in prossimità del lavandino o del piano cottura.

Una tipologia di pavimentazione che sta riscuotendo successo negli ultimi tempi è il pavimento in Kerlite. La Kerlite è un materiale utilizzato non solo per la pavimentazione interna ma anche per rivestire i piani di lavoro della cucina e la pavimentazione esterna. In questo articolo scopriremo cos’è la Kerlite e quali sono i suoi punti di forza per la pavimentazione degli interni.

Cos’è la Kerlite

La Kerlite è un marchio di Cotto d’Este, azienda famosa per il gres porcellanato. Si tratta di una tipologia di materiale ceramico definito gres laminato. A differenza degli altri materiali utilizzati per rivestire i pavimenti, la Kerlite è molto sottile, infatti, è alta solo 3mm. Questa tipologia di gres laminato viene prodotto senza l’impiego di stampi ma con lastre che vengono pressate con delle macchine molto all’avanguardia. In sostanza, il gres laminato Kerlite si compone degli stessi materiali utilizzati per produrre le piastrelle in gres porcellanato. La Kerlite, infatti, viene realizzata con argille ceramiche, caolini e feldspati. Questo composto viene poi pressato sotto un peso di 27.000 tonnellate e cotto in forno fino ad ottenere delle lastre di dimensione di 100×300 cm e 120×260 cm.

Una caratteristica peculiare della Kerlite è la sua facilità di lavorazione, infatti, il materiale può essere tagliato anche manualmente da un artigiano. Inoltre, le lastre di Kerlite possono essere posizionate sia in verticale che in orizzontale sul pavimento. Ovviamente se le si vuole montare in verticalmente allora è opportuno collocare la lastra nel lato lungo e viceversa.

Vantaggi e svantaggi dei pavimenti in Kerlite

Un primo vantaggio dei pavimenti in Kerlite è la facilità di posatura. Infatti, questo materiale può essere tagliato e forato con macchine automatiche. Inoltre, le piastrelle in Kerlite sono molto facili da pulire e resistono al calore e al fuoco. Per tale motivo, possono essere impiegate anche per la realizzazione degli appoggi da lavoro della cucina visto che, ad esempio, quando viene appoggiata una pentola calda su di esso quest’ultima non rovinerà il materiale.

La Kerlite è un materiale molto sicuro, infatti, quasi mai viene attaccato da muffe, funghi e batteri. Inoltre, questi pavimenti hanno un design davvero unico e chiunque vorrebbe averlo in casa. Per quanto riguarda gli svantaggi di questo materiale, probabilmente, l’unica pecca è il prezzo ancora troppo elevato rispetto agli altri pavimenti ma, se si pensa alla qualità e alla resistenza, si potrebbe dire che la spesa ne vale la pena. I pavimenti in Kerlite, infatti, non si rovinano con il passare del tempo ed il loro colore non tende a sbiadirsi con il trascorrere degli anni.

Come pulire i pavimenti in Kerlite

La manutenzione delle piastrelle in Kerlite è molto semplice e non richiede grossi sforzi. Per la pulizia quotidiana si consiglia di utilizzare dei detergenti neutri da diluire in acqua calda. Dopo aver lavato il pavimento non si deve far altro che risciacquare e asciugare con un panno di microfibra.

Se sul pavimento ci dovessero essere delle macchie di caffè, succhi di frutta o di grassi è opportuno ricorrere a detergenti a base alcalina. Questi detergenti sono stati studiati per eliminare lo sporco derivante da vino, coca-cola, caffè e altre sostanze di origine organica. Per la corretta pulizia di questi pavimenti è consigliato non usare alcool, acidi e/o spugne abrasive perché rovinerebbero il pavimento.

Grate a scomparsa: estetica e sicurezza

grate a scomparsa

Le grate alla finestra, conosciute anche come inferriate, sono conosciute come uno dei più vecchi sistemi di sicurezza della casa.

Per proteggere le finestre dai tentativi di effrazione uno dei modi migliori è quello di installare delle grate, così da impedire ai ladri di accedere alla vostra abitazione.

Fino a qualche anno fa, esistevano solo grate fisse o al massimo apribili come una normale finestra verso l’esterno o verso l’interno. Attualmente, invece, è possibile trovare anche delle nuove grate a scomparsa.

Dei diversi modelli di inferriata in commercio, al momento, probabilmente la grata a scomparsa è quella più moderna ed interessante da scegliere.

Le grate a scomparsa offrono, così come tutti gli altri modelli di inferriate, un solido deterrente poiché i malintenzionati potrebbero decidere di non invadere l’abitazione se ritenuta troppo difficile da penetrare. Altro vantaggio nel preferire queste grate a scomparsa sta nel fatto che esse durano a lungo e non richiedono una particolare manutenzione.

Se sei interessato a saperne di più sulle grate a scomparsa continua a leggere il nostro articolo perché tra poco ti spiegherò cosa sono e come funzionano le grate a scomparsa.

Grate a scomparsa: cosa sono e come funzionano

La grata a scomparsa, tra le varie inferriate presenti in commercio, è probabilmente la più discreta e le meno invasiva che si può decidere di installare nella propria abitazione.

Quando non serve, può scomparire all’interno di un muro, offrendo una visuale esterna libera, senza il tradizionale “effetto prigione” tipico delle inferriate permanenti.

Esistono tre tipologie di grate a scomparsa:

  • La struttura può rientrare nel muro dall’alto (inferriate a scomparsa verticale);
  • Avere uno scorrimento da uno dei due lati (inferriate a scomparsa orizzontale);
  • Avere uno scorrimento da entrambi i lati.

Alcuni modelli di grate a scomparsa presentano un funzionamento manuale, mentre altri più moderni sono collegati a un sistema elettrico, un meccanismo di scorrimento automatico che permette di azionarle a distanza, oppure integrarle all’interno del sistema di domotica.

Pannelli radianti a parete: vantaggi e svantaggi

pannelli radianti a parete

Tra le tante alternative ai tradizionali termosifoni troviamo il riscaldamento a parete. Negli ultimi anni questo sistema di riscaldamento ha avuto diversi estimatori soprattutto perché il riscaldamento a parete può essere integrato sia durante la costruzione di una nuova casa e sia durante una ristrutturazione.

Ma cos’è un impianto con pannelli radianti a parete? Si tratta di un tipo di riscaldamento che prevede l’installazione di pannelli radianti nelle pareti. Una volta posato a muro, l’impianto viene poi ricoperto dall’intonaco o dal rivestimento in piastrelle.

Esistono due tipologie di riscaldamento a parete:

  • Elettrico: ovvero un impianto formato da resistenze posizionate nelle pareti e collegate ad un termostato che mantiene la temperatura prescelta costante nel tempo;
  • Ad acqua: ovvero un impianto formato da tubazioni, poste nella parete, all’interno delle quali scorre acqua calda o fredda a seconda della stagione. Il riscaldamento dell’acqua può avvenire tramite una caldaia a gas, una pompa di calore, dei pannelli solari o fotovoltaici.

 

Se sei interessato a capire di più sui pannelli radianti a parete continua a leggere il nostro articolo perché tra poco ti parleremo di quali sono i vantaggi e gli eventuali svantaggi di questo tipo alternativo di riscaldamento.

Vantaggi del riscaldamento a parete

I vantaggi dell riscaldamento a parete sono molti, vediamo quelli principali qui sotto:

  • Risparmio energetico: Una superficie maggiore consente di mantenere una temperatura di esercizio più bassa (circa 35°), con un notevole risparmio energetico nel medio-lungo periodo. Tale risparmio può essere aumentato dall’utilizzo di una pompa di calore o pannelli solari o pannelli fotovoltaici;
  • Miglior comfort abitativo: Grazie ad una maggiore superficie radiante e all’irraggiamento ad essa collegata, il sistema di riscaldamento a parete consente di avere una distribuzione omogenea e gradevole del calore. Questo porta ad un miglior comfort abitativo e benessere per le persone;
  • Ambiente salubre: I termosifoni spostano la polvere verso l’alto per effetto della termoconvezione, e ciò può essere nocivo se si soffre di allergie. Questo impianto non solleva l’aria verso l’alto e quindi mantiene l’ambiente salubre privo di polveri ed acari;
  • Agevolazioni fiscali: In caso di ristrutturazione edilizia, il riscaldamento a parete è incluso nelle categorie che possono ottenere detrazioni fiscali, che verranno poi rimborsati sotto forma di crediti d’imposta per una durata di 10 anni. È previsto un rimborso Irpef del 50% per la sostituzione dell’impianto di riscaldamento esistente con un impianto di riscaldamento a parete.

 

Svantaggi del riscaldamento a parete

Gli svantaggi del riscaldamento a parete sono esclusivamente tre:

  • Necessità di isolamento termico: Prima di realizzare un impianto di riscaldamento a parete è necessario migliorare l’isolamento termico delle pareti esterne dell’edificio, per esempio, mediante un cappotto termico esterno. Solo in questo modo è possibile beneficiare del risparmio energetico ottenuto mediante l’installazione dell’impianto;
  • Non adatto ad ambienti grandi: Questa tipologia di impianto è adatta a riscaldare stanze di dimensioni contenute. Il calore all’interno di ambienti molto grandi potrebbe non essere distribuito in modo omogeneo;
  • Costi iniziali elevati: Generalmente questa tipologia di impianto prevede un investimento iniziale maggiore rispetto ai tradizionali metodi di riscaldamento. Ma tale spesa viene poi ammortizzata nel medio-lungo periodo con un elevato risparmio del consumo energetico.

Rendi la tua terrazza più bella con una veranda

esterno di una casa con veranda in vetro

Quasi mai si riesce a sfruttare al massimo alcune zone della casa come terrazzi e balconi. Questo perché, soprattutto nella stagione invernale, il clima e le condizioni atmosferiche non permettono di godersi appieno gli spazi aperti.

Per ovviare a questo problema si può pensare di installare sui balconi o sui terrazzi di casa una veranda che renderà lo spazio molto più elegante, confortevole e vivibile.

La veranda, infatti, permette di avere uno spazio chiuso dove potersi rilassare sia durante una giornata di pioggia che di sole intenso. Continua a leggere l’articolo e scopri quanto costa costruire una veranda, i tipi di materiali che si possono adoperare e la normativa vigente in materia di costruzione verande e, nello specifico, cosa sono le verande per il terrazzo.

Tipologie di verande e materiali utilizzabili

Prima di cominciare a parlare delle diverse tipologie di verande bisogna specificare cos’è. La veranda è uno spazio chiuso all’esterno che aumenta la volumetria della casa donandole grande fascino e praticità, oltre che valore economico.

Parlare dei vari modelli di verande sarebbe impossibile. Sul mercato, infatti, sono presenti talmente tante soluzioni che non possono essere racchiuse tutte in un articolo. Ecco perché ci soffermeremo a trattare delle diverse tipologie di verande in base all’ambiente in cui vengono istallate.

Per quanto riguarda i materiali sono essenzialmente 3 i materiali maggiormente utilizzati:

  • Alluminio trattato per l’esterno;
  • Legno trattato per l’esterno;
  • Pvc, soluzione più utilizzata vista la resistenza, la durata e la robustezza del materiale.

Verande per terrazzi

La veranda per terrazzi è una struttura che offre numerosi vantaggi e questo perché, solitamente, gli spazi sono molto ampi ed è possibile alternare spazi aperti e spazi chiusi.

Essendo una struttura costruita a ridosso dell’abitazione si può optare per strutture leggere che, però, devono essere costruite con materiali resistenti dato che, trovandosi all’esterno, saranno più esposti alle intemperie.

Verande per balconi

È possibile realizzare anche verande per i balconi. In questo caso, ovviamente, lo spazio a disposizione sarà inferiore ma ciò non altererà il risultato finale. Solitamente vengono realizzati con strutture semplici, non pesanti, ma resistenti poiché, anche in questo caso, la struttura della veranda si troverà all’esterno.

Per costruire una veranda servono dei permessi?

Essendo la veranda una costruzione che aumenta la volumetria della casa la risposta è sì, per costruire una veranda c’è bisogno di possedere i permessi da parte del Comune facente parte l’abitazione.

Prima di cominciare i lavori, infatti, c’è bisogno di:

  • Redigere un progetto che spieghi in maniera approfondita ciò che si andrà a realizzare (questa è un’operazione che deve essere fatta da un professionista come un architetto, geometra o ingegnere).
  • Preparare una richiesta di autorizzazione che sarà portata, insieme alla spiegazione del progetto, all’Ufficio Tecnico del Comune;
  • Ottenere l’approvazione da parte di tutti i condomini, se l’appartamento si trova in un condomino.

Come arredare la veranda per terrazzo

Una volta finita la costruzione della veranda arriva la parte più divertente: arredarla. La prima cosa da fare, ancor prima di comprare la mobilia, è pensare al modo in cui si vuole utilizzare la veranda.

Se si è pensato di far diventare la veranda una zona relax, ovviamente, non potranno mancare poltrone, divani, un tavolino su cui appoggiare gli oggetti e magari una libreria.

Se, invece, si vuole avere uno spazio dove trascorrere tempo con la famiglia si potrebbe pensare di allestire un’area pranzo/cena. Dunque, sarà indispensabile un tavolo bello grande, un angolo cottura o, addirittura, un barbecue.

Un’altra valida soluzione, se si hanno figli piccoli, è quella di allestire la veranda come sala giochi e, dunque, arredarla con scivoli e giochi vari, tappetini morbidi, tavoli per disegnare e scaffali e ripiani dove posizionare gli oggetti.

Quanto costa costruire una veranda

I prezzi per costruire una veranda, ovviamente, cambiano in base a diversi fattori. Bisogna, infatti, il materiale scelto per la costruzione (pvc, legno, alluminio), la grandezza della veranda, i materiali utilizzati per la chiusura (vetri, porte, ecc.) e la zona in cui sarà costruita (terrazzo, balcone, giardino).

In linea generale, per le verande da balcone ci sarà una spesa tra i 150 e i 300 euro, mentre per le verande da terrazzo, vista la maggiore ampiezza, il prezzo sarà più altro.

Pavimenti in marmo ideali per rinnovare gli interni della tua casa

pavimentazione in marmo

Per dare un aspetto nuovo e curato agli interni delle case è importante scegliere la pavimentazione adatta. Ad oggi sono disponibili numerose tipologie di pavimenti: in legno, in cotto e in marmo.
I pavimenti in marmo sono la scelta giusta se si vuole dare delle sfumature di luce all’interno dell’abitazione.
Il marmo è una roccia composta da calcio e carbonato. Questo materiale per la sua resistenza è utilizzato non solo per lavori di edilizia ma anche per la pavimentazione. Il marmo deriva dal greco antico μάρμαρον che significa “pietra splendente”. I pavimenti in marmo vista la loro resistenza sono perfetti non solo per la pavimentazione interna ma possono essere utilizzati anche all’esterno.
A seconda del colore, della provenienza e delle finiture possiamo distinguere tantissimi tipi di pavimenti in marmo. In questo articolo vogliamo mostrarvi le varie tipologie di pavimenti in marmo e i vantaggi in modo da poter fare la scelta giusta.

Tipologie di colorazione del pavimento in marmo

Il marmo dopo diversi anni è tornato di tendenza nelle abitazioni grazie alla capacità di adattarsi ai diversi stili di arredamento. A seconda della composizione del minerale esistono diverse sfumature e colorazioni. Le colorazioni vanno dalle tinte neutre alle sfumature più accese. Ad esempio, il bianco, il grigio e il beige ma anche colori più accesi come il rosso damasco e il verde.
Per la sua colorazione unica, un marmo molto ricercato è quello di Carrara. Questo marmo viene estratto nelle cave di Carrara ed è famoso in tutto il mondo per il suo colore bianco. Si tratta di una tipologia di marmo che presenta il fondo omogeneo e le venature grigie in discontinuità.
Un’altra tipologia di pavimentazione molto ricercata è il perlato di Sicilia. Oltre che regalare un aspetto luminoso questo pavimento ha un colore avorio con venature bordeaux che richiamano la forma della perla.
Un altro marmo ideale per le pavimentazioni è il Nero Marquina, proveniente dalle cave spagnole. Questo marmo ha un colore nero molto intenso e abbinandolo ad altri marmi come quello bianco regala un effetto davvero di design.

Tipi di trattamento dei pavimenti in marmo

I fattori che contribuiscono a scegliere un pavimento in marmo piuttosto che un altro è dato anche dal modo in cui il marmo viene lavorato. In genere, a seconda della tipologia del trattamento e della modalità di lavorazione possiamo distinguere i pavimenti in marmo lucidato e levigato. Quando si parla di marmo lucidato si mantiene inalterato il colore ma la finitura risulta essere molto opaca. Con il marmo lucidato, invece, la superficie ha una brillantezza inestimabile e ne esalta le caratteriste del colore.
Un’altra tipologia di finitura è denominata “a piano di sega”. Si tratta di una tecnica di lavorazione in cui la lastra di marmo viene tagliata con strumenti meccanici, lasciando la superficie grezza. Grazie a questa finitura a piano di sega, il colore del marmo resta uguale mentre la pietra presenta lievi irregolarità. Quando si parla di finitura spazzolata del marmo, ci si riferisce a quella tecnica in grado di donare una superficie irregolare ma al tempo compatta. Se si sceglie un pavimento in marmo di questo tipo sicuramente sarà facile da pulire e le macchie presenti su di esso difficilmente si noteranno.

Vantaggi di avere un pavimento in marmo

I pavimenti in marmo sono ideali per chi opta per uno stile classico-moderno. Infatti, questi pavimenti sono molto eleganti e possono essere inseriti anche in ambienti moderni. Sicuramente un altro vantaggio dei pavimenti in marmo è la loro durevolezza e solidità. Infatti, la pavimentazione in marmo è molto resistente agli urti e alle abrasioni. Però per mantenere inalterate le sue proprietà è bene utilizzare detergenti naturali per pulirli come ad esempio il sapone di Marsiglia. Questo perché sebbene i pavimenti in marmo siano molto resistenti agli urti si tratta di materiali comunque pregiati che hanno bisogno di una manutenzione costante. Per tale motivo è buona prassi passare la cera sul marmo al fine di mantenere intatta la sua lucentezza.

Pavimenti in cotto ideali per dare un tocco rustico all’abitazione

pavimentazione in cotto

Per dare un volto nuovo all’abitazione, oltre alle pareti è importante scegliere la pavimentazione adatta. Tra i modelli di pavimenti più diffusi al giorno d’oggi ricordiamo il grès porcellanato, il parquet ed il cotto. Quest’ultimo è ideale se si preferisce dare un aspetto rustico all’ambiente. Anche se per molto tempo i pavimenti in cotto sono stati impiegati nelle abitazioni rustiche, ad oggi vengono utilizzati anche negli ambienti moderni. Inoltre, sono perfetti non solo per arredare gli interni, ma possono essere utilizzati anche all’ esterno grazie alla resistenza alle intemperie.
In sostanza, il cotto è un materiale costituito da argilla la quale dopo essere stata impastata con l’acqua viene essiccata. A seconda del luogo di provenienza, della lavorazione e delle finiture esistono tantissime tipologie di pavimenti in cotto. Indubbiamente, questa tipologia di pavimentazione ha un fascino particolare che richiama gli antichi casolari ed è incredibilmente elegante. In questo articolo vogliamo mostrarvi tutti i pro e i contro dei pavimenti in cotto in modo che possiate fare la scelta giusta.

Tipologie di pavimenti in cotto

Le tipologie dei pavimenti in cotto si distinguono in base alla provenienza geografica e la loro colorazione. La mattonella in cotto è presente nella maggior parte delle regioni italiane, tra cui:

  • la Toscana,
  • l’Umbria;
  • la Sicilia.

La colorazione rossa è tipica della zona della Toscana e della Sicilia mentre il cotto rosato appartiene alla tradizione Umbra. Il colore rosato del cotto umbro è dovuto alla presenza di alcuni minerali presenti nell’argilla.

Oltre ai pavimenti in cotto rossi e rosati, esistono anche le tonalità chiare e gialle. Il cotto giallo è composto da un’argilla che contiene calcare mentre il pavimento in cotto chiaro ha sfumature rosa tenue e bianco. Un’altra tipologia di pavimento in cotto è quello lombardo detto anche striato o venato perché presenta delle venature gialle oppure rossicce. In genere, questa tipologia di pavimentazione dona al pavimento un effetto policromatico ed è adatto a qualsiasi stile della casa.

Formati e finiture dei pavimenti in cotto

Vi sono due tipologie di formati dei pavimenti in cotto, ovvero i mattoni e le piastrelle. Queste ultime possono avere diverse forme: esagono, rettangolare, ottagono, rombo, quadrato o anche rettangolo. I mattoni invece sono molto spessi e si caratterizzano per avere la forma di un parallelepipedo.
Inoltre, i pavimenti in cotto possono presentare diverse finiture: cotto smaltato o cotto antico. Il cotto smaltato in fase di produzione viene applicato uno smalto che lo rende più lucido. Durante questa fase di lavorazione si tende comunque a non eliminare le irregolarità della superfice preservandone tutte le caratteristiche naturali. Il cotto antico non è lavorato ed è per questo che è caratterizzato da una superficie molto irregolare.

Vantaggi dei pavimenti in cotto

I pavimenti in cotto presentano numerosi vantaggi che vale la pena scoprire. Il cotto è un materiale che si caratterizza per la resistenza agli urti, alle botte ed è impermeabile all’acqua, per tale ragione lo rendono un materiale idoneo alle intemperie. Quindi, oltre che per gli interni i pavimenti in cotto sono ideali per la pavimentazione degli spazi esterni. Ad esempio, può essere impiegato per rivestire le scale esterne oppure per rivestire gli ampi spazi come il giardino. Visto che deriva dall’ essiccazione del’ argilla, il cotto è perfetto per resistere alle intemperie e non si rovina se cade qualcosa di pesante su di esso.
Un altro vantaggio della pavimentazione in cotto è il loro impatto estetico. All’ interno delle abitazioni dona un tocco rustico ed è perfetto anche negli ambienti più moderni. I pavimenti in cotto per interni rendono speciale ogni ambiente soprattutto per le sue colorazioni che vanno dal cotto chiaro umbro al cotto fiorentino. Inoltre, se trattato correttamente con prodotti impermeabili evita il formarsi delle muffe.

Come scegliere le vernici per pavimenti

vernici per pavimenti

Una soluzione economica e semplice per conferire originalità a uno spazio di casa potrebbe essere quella di dipingere il pavimento.

Inoltre, questa soluzione renderà le piastrelle già esistenti molto più resistenti e facilmente lavabili.

La soluzione migliore per dipingere i pavimenti è quella comprare in negozi di bricolage o ferramenta delle particolari vernici.  In commercio è possibile trovare numerose vernici per pavimenti,facili da applicare.

Le vernici per pavimenti garantiscono un elevata:

  • resistenza ai graffi;
  • impermeabilità;
  • calpestabilità;
  • durabilità;
  • resistenza ai prodotti chimici.

Le vernici per pavimenti possono essere utilizzate su diversi tipi di superfici, per ognuna delle quali è necessario scegliere prodotti dalle caratteristiche specifiche e adottare diversi accorgimenti. Ad esempio, per i pavimenti in legno è consigliabile una vernice per pavimenti vetrificante, lucida oppure opaca a seconda dell’effetto che si vuole ottenere. Per il pavimento in ceramica andrà utilizzato uno smalto per piastrelle speciale a due componenti che consente di rivestire le piastrelle di uno strato duro, liscio e molto durevole.

Perché scegliere una vernice per pavimenti?

Se l’obiettivo è quello di rinnovare i propri pavimenti senza necessariamente cambiarli, si potrà optare per una vernice per pavimenti.

Scegliere di rinnovare i pavimenti con una vernice specifica e adatta al tipo di pavimento offre diversi vantaggi:

    • è un modo economico e veloce per rinnovare l’aspetto di una stanza;
    • è ideale per proteggere il pavimento;
    • rende il pavimento più facile da pulire;
    • modifica la percezione degli spazi: scegliere il giusto colore può fare apparire gli spazi più luminosi e ampi oppure donare una sensazione di calore e intimità.

Quale vernici scegliere in base alla tipologia di pavimento

Come già anticipato ci sono diversi tipi di vernici per pavimenti disponibili in commercio: smalti, resine e vetrificanti per parquet.

Le vernici per pavimenti possono essere utilizzate su diversi tipi di superfici, per ognuna delle quali è necessario adottare diversi accorgimenti.

    • Per pavimenti in legno è consigliabile l’utilizzo di una vernice vetrificante, lucida oppure opaca a seconda dell’effetto che si vuole ottenere;
    • Per pavimenti in cotto vanno bene le stesse vernici indicate per il legno ma ovviamente nella versione opaca, per mantenere l’aspetto naturale;
    • Per pavimenti in ceramica, bisognerà prestare attenzione a rivestire le piastrelle di uno strato duro, liscio e molto durevole.

Pavimenti in bamboo ideali per ambienti moderni

pavimentazione in bamboo

Oggigiorno sono tante le persone che utilizzano il bambù per rivestire i pavimenti di casa. Il bamboo è una pianta graminacea che cresce spontaneamente nelle zone tropicali e sub tropicali dell’Asia, Africa e America. Si tratta di piante che crescono in maniera spontanea e non hanno bisogno di essere annaffiate e coltivate per rigenerarsi. Per avere un parquet in bambù quest’ultimo dopo essere stato raccolto subisce un processo di decorticazione e viene ripulito della corteccia. A questo punto il bambù viene tagliato in listelli e subisce un processo di asciugatura nei vari forni per essere utilizzato. Se si ha necessità di ottenere una colorazione scura, il bambù subisce processo di carbonizzazione che consiste nell’esporre il materiale ad evaporazione.

Nel settore della pavimentazione si sta diffondendo sempre più anche perché a differenza del legno che per essere utilizzato occorre 50 anni di vita, il bamboo può essere tagliato già da quattro anni di vita. Il pavimento in bamboo è la scelta ideale per coloro che hanno intenzione di avere un parquet ecologico ma al tempo stesso resistente. In questo articolo andremo a spiegare nel dettaglio le tipologie di pavimentazione in bamboo e i motivi che possono spingere le persone a scegliere questi parquet.

Perché scegliere i pavimenti in bamboo

I pavimenti in bamboo rappresentano una scelta economica e alternativa ai parquet tradizionali. In genere, chi sceglie i pavimenti in bamboo è perché ha intenzione di donare un aspetto elegante, moderno e al tempo stesso di qualità nella propria abitazione. Il parquet in bamboo è molto resistente e può durare diversi anni.
Le persone scelgono i pavimenti in bamboo anche perché questi ultimi sono facili da pulire e non necessitano di trattamenti speciali per la loro manutenzione. A differenza dei pavimenti in legno quelli in bambù sono resistenti all’acqua ma ciò non toglie che essendo un materiale naturale non subisca dei danni provocati da troppa umidità. Un ultimo motivo per cui conviene scegliere questi pavimenti è dato dalla disponibilità di numerose varianti e colorazioni, quindi, la scelta ricadrà sull’uno piuttosto dell’altro a seconda dello stile e dell’effetto che si vuole avere.

Tipologie di pavimenti in bamboo

A seconda delle modalità di assemblaggio, i pavimenti in bamboo si distinguono in tre tipologie:

  • Parquet orizzontale: in questa tipologia di parquet le strisce vengono poste orizzontalmente sul piano di appoggio. In questo modo i nodi del bamboo formeranno delle linee ampie;
  • Parquet verticale: le asticelle vengono posizionate verticalmente rispetto al pavimento. La posa in senso verticale rende i nodi del bamboo più stretti ma donano uno stile moderno all’abitazione;
  • Parquet pressato (Strand Woven): si tratta di una tipologia di pavimento in cui le fibre del bamboo vengono compresse. La compressione elimina i caratteristici nodi del bamboo, rendendo il pavimento più simile al classico parquet.

Se consideriamo la posa, possiamo individuare tre le tecniche utilizzate per i pavimenti in bamboo

  • Posa con colla: il parquet viene incollato su un pavimento già esistente oppure direttamente sulla superfice. Ovviamente quest’ultima dovrà essere livellata e pulita in modo da far aderire perfettamente la colla sul pavimento.
  • Posa su massetto radiante: è una tipologia di posa che serve per rivestire le tubazioni di un impianto a pavimento.
  • Posa flottante: non necessita della colla, ma si posiziona sul fondo del pavimento un materassino fonoassorbente. Questa tipologia di posa è un materiale isolante di contenimento dell’umidità ed è in grado di isolare dal rumore di calpestio.

Come pulire i pavimenti in bamboo

A differenza delle altre tipologie di pavimenti quelli in bamboo sono di facile pulizia. Innanzitutto, è possibile pulire i pavimenti in bamboo a secco ovvero con una scopa e con un panno inumidito. Per questa tipologia di pavimenti non è consigliato applicare la cera o la pulizia con il vapore.
Nel caso in cui sul pavimento in bamboo sia presente una macchia generata da liquidi: come caffè, olio ecc,è opportuno pulirlo immediatamente. Per pulire le macchie di liquidi basta prendere un po’ di alcool versato sul panno inumiditi, in tal caso la macchia va subito via.

Perché scegliere le verande in legno?

verande in legno

Le verande in legno danno un tocco estetico alla casa davvero notevole. Sono delle soluzioni sostenibili che consentono di sfruttare nel migliore dei modi gli spazi a disposizione e di creare un’area adibita al relax, in maniera del tutto naturale. Infatti, avere una veranda significa in qualche modo ampliare la casa ricavando uno spazio godibile sia in inverno che in estate.  Una veranda in legno può diventare facilmente un soggiorno outdoor oppure una zona relax e solarium, inoltre, se si hanno dei bambini grazie alla veranda si può ricavare una zona giochi per essi.

Grazie ai nuovi materiali e alle innovative soluzioni ecologiche, una veranda può diventare un ambiente in cui il massimo comfort abitativo va di pari passo col risparmio energetico, offrendo ottime prestazioni dal punto di vista tecnico. Trattandosi di legno, questo necessita di una manutenzione periodica che prevede soprattutto l’applicazione di prodotti appositi per creare uno strato protettivo contro l’umidità, sole e pioggia.

Se sei interessato a scoprire di più sulle verande in legno vi consigliamo di leggere il nostro articolo perché tra poco vi spiegheremo quali sono i costi per realizzare verande in legno e quali autorizzazioni occorrono.

Quali autorizzazioni sono necessarie per una veranda in legno

Sia che si tratti di verande in legno per terrazzi o di tettoie in legno aperte, non è possibile iniziare i lavori per realizzarle se prima non è stata chiesta l’autorizzazione rivolgendosi alle autorità competenti.

Prima di pensare di realizzare una veranda in legno il nostro consiglio è quello di affidarsi ad un tecnico abilitato, il quale si occuperà di creare il progetto da presentare al comune.

L’iter prevede che il comune inoltrerà la documentazione all’Ausl territorialmente competente per ricevere il parere di idoneità igienico-sanitaria. Una volta ricevuto il parere positivo da parte dell’Ausl, il Comune rilascerà la licenza edilizia e così sarà possibile iniziare con i lavori.

Quanto costa realizzare una veranda in legno?

I fattori che possono determinare i prezzi delle verande in legno sono molteplici e quindi bisogna tener presente che il costo di una veranda in legno può variare innanzitutto in base al tipo di modello. Infatti, se si tratta di una struttura prefabbricata il prezzo è di circa 120€ al mq. Se si tratta di strutture fatte su misura, cioè realizzate nelle forme e dimensioni che meglio si adattano allo spazio scelto, il prezzo al mq parte da 300€.

Ad influenzare il prezzo finale, per realizzare una veranda in legno, è anche la scelta del legno e il trattamento al quale è sottoposto. Le tipologie di legno più utilizzate sono due:

  • Legno Massello: è un’essenza molto pregiata e resistente;
  • Legno Lamellare: è ottenuto dalla sovrapposizione di più travi di legno che offrono una buona resistenza meccanica.

 

La differenza maggiore sta nel prezzo, in quanto per una veranda in legno massello si può spendere circa 300€ al mq, mentre per una struttura lamellare il prezzo medio è 200€ al mq.